
Consegnare una semplice lettera al datore di lavoro non basta, nella maggior parte dei rapporti privati, per rendere efficaci le dimissioni. La comunicazione deve essere inviata attraverso la procedura telematica del Ministero del Lavoro. Il sistema genera un modulo e lo trasmette automaticamente al datore e all’Ispettorato nazionale del lavoro.
Cosa preparare prima dell’invio
Servono un’identità digitale per l’accesso autonomo, i dati del datore di lavoro e le informazioni sul rapporto. Recupera contratto, ultima busta paga e indirizzo PEC aziendale, se disponibile. La data di decorrenza non coincide necessariamente con il giorno dell’invio: deve tenere conto del preavviso previsto dal contratto collettivo o individuale.
Puoi operare personalmente oppure farti assistere da patronato, sindacato, consulente del lavoro, ente bilaterale, commissione di certificazione o sede territoriale dell’Ispettorato.
Dimissioni volontarie – Ministero ↗Come compilare senza errori
Seleziona il rapporto corretto e indica se si tratta di dimissioni volontarie, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale. Controlla con attenzione la data di decorrenza: è il primo giorno in cui il rapporto non sarà più attivo, non l’ultimo giorno lavorato. Prima della conferma rileggi codice fiscale del datore, indirizzo e dati del contratto.
- Scarica e conserva il PDF con il codice identificativo
- Controlla le notifiche nell’App IO e nella procedura
- Comunica comunque con l’azienda per preavviso e consegne
- Verifica ferie, competenze finali e restituzione degli strumenti
Come revocare entro 7 giorni
Se cambi idea, rientra nel servizio, cerca il modulo trasmesso e invia la revoca entro sette giorni dalla comunicazione. Non devi compilare nuovamente tutti i dati. Trascorso il termine, la revoca telematica non è più disponibile; per proseguire il rapporto serve un accordo con il datore, che non è automatico.
Chi non usa questa procedura
Sono esclusi, tra gli altri, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, i lavoratori domestici e alcune risoluzioni concluse in sedi conciliative o commissioni di certificazione. Per genitori lavoratori nelle situazioni protette dalla normativa può essere necessaria la convalida presso l’Ispettorato territoriale. Se rientri in un caso particolare, non inviare il modulo standard prima di aver verificato il canale corretto.
Dimissioni per giusta causa e NASpI
La scelta “giusta causa” può avere effetti rilevanti su preavviso e accesso alle prestazioni. Non basta selezionare la voce: occorre poter documentare i fatti. Prima dell’invio raccogli prove e chiedi assistenza qualificata, soprattutto in presenza di stipendi non pagati, molestie o modifiche sostanziali del rapporto.
Domande frequenti
Il datore deve accettare? No, la comunicazione non richiede un’approvazione. Posso inviarla senza SPID? Puoi rivolgerti a un soggetto abilitato. La PEC non è arrivata? Il Ministero precisa che l’azienda può comunque visualizzare la comunicazione nella procedura.
Come abbiamo verificato: invio, revoca, soggetti abilitati ed esclusioni sono stati controllati il 9 settembre 2026 sul servizio ufficiale del Ministero del Lavoro. Per il preavviso fa fede il contratto applicato al singolo rapporto.
Fonte consultata: Ministero del Lavoro – Dimissioni volontarie.
